LA FINE DI TUTTO
Se qualcuno mi avesse detto che un'ottimista come me sarebbe stata un infelice non gli avrei dato retta.
Eppure è così.
Non pensavo si potesse esserlo così tanto e in così poco tempo.
Non pensavo che la gente ti potesse ferire gratuitamente e godere così tanto nel farlo.
Non pensavo che l'educazione verso una persona potesse venir fraintesa come qualcos'altro.
Dov'è finita la spensiaratezza?
Dove sono finiti i ti amo e i non voglio niente in cambio?
Dove sono finite le passeggiate fatte semplicemente tenendosi per mano, dove le parole sono superflue?
Aiutatemi a credere, vi prego.
Ferite stupide
Qualche giorno fa mi e' successa una cosa strana,anche se forse dire banale sarebbe piu' giusto.
Sono uscita con un ragazzo nuovo, anche se forse dire uomo sarebbe piu' corretto, visto che ha dieci anni piu' di me. Anni, non giorni e non mesi, anni.
Abbiamo passato insieme tutta la notte a parlare, a tenerci stretti, a raccontarci, senza che succedesse nulla se non un bacio.
Lui sembrava oltre modo preso ma dopo quella sera: il nulla. L'ho incontrato per caso (i nostri uffici sono vicini), mentre parlavo con altre persone ed e' letteralmente fuggito.
Puo' capitare di sbagliarsi, non dico di no, anche se trovo assolutamente superfluo esporsi cosi': tanto se la persona che hai davanti ricambia o no le tue intenzioni, difficlmente si fara' convincere da due parole messe in fila nel modo giusto.
Quando capita pero', trovo quanto meno doveroso uno straccio di spiegazione. Dire: "scusami mi sono sbagliato."
Perche' lasciare le persone nel dubbio,nell'incertezza?Non dico che queste piccole sparizioni provochino danni irreversibile ma lasciano comunque delle ferite, stupide ma pur sempre ferite.
IL POST PIU' LUNGO
L'altra sera l'ho beccato facendo zapping su sky...Oltre ad essere un film e un libro e' anche il testo di uno dei nostri sms, ti ricordi? E'stato causa del nostri primo litigio.
Mi sono chiesta se anche tu lo avessi notato e allora ho fatto una cosa...Non so perche' l'ha fatto, mi e' venuto istintivo. Sono andata alla finestra e ho cercato la tua macchina. Era matematicamente impossibile che tu fossi li' ma non m'importava.
La realta' e' che non r iesco piu' a dormire. L'altra giorno persino mia madre, che non mi vede mai, se n'e' resa conto. Le mamme, si sa, per certe cose hanno un sesto senso. metto la crema, il correttore, cerco di apparire al meglio...Ma lei lo nota lo stesso.
L'altra sera la Santa e' andata in discoteca e ha visto quello che in teoria avrebbe voluto prendere il tuo posto. Un idiota travestito da grand'uomo. Dovevo andare pure io ma all'ultimo non me la sono sentita. Avevo avuto una giornata infernale e volevo tornare a casa. Il giorno dopo lei mi ha chiamato e mi ha detto:"peccato che on ci fossi, c'era il coglione."
e io:
"Meglio invece, non avrei sopportato di farmi vedere cosi'".
Noi donne con i nostri ex, anche con quelli di 11 secondi, dobbiamo essere sempre al meglio. E io no lo sono. Sara' il lavoro, sara' il fatto che non pensavo di essere una di quelle che si prende la cotta per il capo e invece e' cosi' e temo che la cosa sia ricambiata e se e' ricambiata e' anche peggio perche', come da copione lui e' sposato e io non voglio una cosa usata o in prestito, voglio una cosa solo mia.
Ho smesso di pregare la sera. Non credo di essere mai stata una brava cattolica: a volte praticavo, a volte no. Ma in qualcosa di piu' grande ho sempre creduto e nel colloquio serale con quel qualcuno ho sempre creduto. E ora?
Mi manchi. Nonostante la cotta, nonostante la tua crudelta', nonostante i problemi. Voglio respirare a pieni polmoni, voglio passeggiare tenendoti per mano, voglio svegliarmi la mattina baciandoti e togliendoti il cuscino da sotto la testa, voglio spettinarti i capelli e voglio perdermi nei tuoi occhi mentre mi stringi alla vita.
Avevo smesso di scrivere su questo blog. Un mio "amico di penna" (proprio come nei peanuts), mi aveva suggerito di non farlo ma io ero stata irremovibile. Poi sei arrivato tu. Tu che neanche sai dell'esistenza di questo blog, tu che con questo nick non mi troverai mai, tu che non mi hai mai letto.
Ti prego leggimi, ti prego trovami.
RISVEGLIARSI
Cristcuba ha scritto che si vede bene attraverso i miei occhi e che ho un bel blog...
Un bel blog...Putroppo averlo non vuol dire avere una bella vita.
L'altro giorno sono passata davanti alla mia panchina sperando di tovare lui. Invece c'ho trovato me stessa.
Una proiezione di me stessa: anche lei con il cappuccino in mano, un libro e un taccuino. Sono rimasta a guardarlo e dopo un po' me ne sono adata,mi sentivo un'intrusa.
Sono a pezzi. Non sono sua e non sono neanche mia. Forse non sono di nessuno.
L'altro giorno prima di addormentarmi ho pregato e non lo facevo da tantissimo: ho pregato Dio che mi facesse morire, anzi che non mi facesse risvegliare mai piu'. Sono infelice. Profondamente. E se la mia vita dev'essere cosi' preferisco non svegliarmi piu'.
Io non so se c'e' ancora qualcuno che legge questo blog, non so se lui lo legge ma se c'e', se esiste una solo anima piena di dolore come la mia, allora le chiedo: e' sbagliato quello che sto chiedendo?
Quale persona
Quale persona ha il coraggio di ferirti e poi andarsene?
Quale persona gode nel distruggerti
Quale persona vuole vederti andare alla deriva?
Quale persona ti abbandona quando hai piu' bisogno di lei?
Quale persona appare e scompare nella tua vita?
Quale persona rimane a guardarti andare via.
Colpe
E' tanto che non scrivo qui...
Mi sento strana, confusa...
Mi manca il respiro e non mangio da giorni...
Colpa sua.
La gente riappare nei momenti piu' sbagliati.Per ferirti. Per distruggerti. Raramente per farti del bene.
Ora capisco Bene...La mia Bene, che ora e' libera e felice, che a forza di sorridere le son venute le zampe di gallina intorno agli occhi ma io non glielo diro' mai perche' senno' smette di sorridere.
Mi diceva che le si era ristretto il cuore e mai come ora la capisco.
Ho sempre odiato gli scarica barili. Addirittura un mio amico diceva che avevo il complesso di Atlante che si caricava il peso del mondo. Ma ora la dico, lo urlo, lo piango :
Colpa sua. Solo sua.
Estranei
E' tanto che non torno qua...Talmente tanto che mi sembra un luogo estraneo. Anch'io mi sento un'estranea. A volte mi sento così giù che vorrei solo chiudere gli occhi e non li riaprirli mai più. Poi il mio ottimismo prevale e continuo a vivere e ad alzarmi la mattina. L'altro giorno mi è tornato in mente quel capitolo di "uccelli di rovo" in cui Mary Carson decide di morire e ci riesce, senza veleno o altri mezzi ma solo conla sua forza di volontà. E allora mi dico: e se un giorno il mio ottimismo non prevalesse e dovessi decidere anch'io?
So che è impossibile...
...Ma vorrei che tu mi leggessi
Vorrei che ti guardassi dentro e che ci vedessi me
Scrivo nella speranza che tu mi veda come io vedo te.
Senza titolo
...Forse è giusto che non ce l'abbia.
Non so perchè ho cominciato:
per fare felice un'amica,
per aiutare una persona.
Non per me stessa.
Oggi sono qui per caso...
Visitatrice di passaggio del mio mondo.
La santa
L'altra sera ho portato Martina da Clara. Volevo che si conoscessero. Non esistono due persone più diverse: una libera e travolgente, l'altra ingenua, timida e riservata. La santa e la peccatrice.
Eppure, come avevo previsto, non solo vanno d'accordo ma si piacciono. Del resto non voler bene a Martina è impossibile. Nonostante i suoi trent'anni ha la freschezza e l'ingenuità di una diciottenne appena uscita da scuola. Il suo fisico prorompente tradisce la realtà delle cose.A me lei piace per questa sua bontà così unica e speciale, una bontà ormai finita nel dimenticatoio di parecchi. A lei io piaccio perchè, a suo dire, ho uno sguardo pulito e schietto.
La serata che passiamo è di quelle suggestive: il cortiletto dove Clara ci ha dato appuntamento è uno di quelli nascosti, quelli tipici della città, che si trovano in zone dove magari sei passato mille volte senza mai notarli. Bicchieri ricolmi di vino rosso,un po' di musica sottofondo e alcuni dei nostri più cari amici.
E alla fine arriva lui. Fa sempre il suo ingresso quando ormai ti sei rilassata e pensi che non verrà più. Vorrei mollare tutti e scappare ma non mi sento più le gambe. E' la santa a salvarmi:
"Ho visto che mi stanno portando via la macchina, che fai vieni via con me?"
"Sì", mi sento rispondere e insieme a me rispondono anche le mie gambe.
Ovviamente la macchina è al suo posto, perfettamente parcheggiata e indenne. Non ho mai creduto ai miracoli, non credo a tutti i santi ma agli amici ci credo.
L'amore

è un piatto di patatine fritte. Sul serio. E' lunica cosa che puoi mangiare senza sentirti frustrata quando dall'altro lato c'è lui che ti sta guardando e mica con occhi qualunque...
Ti guarda come un cucciolo che si vuole far adottare e le sta provando tutte. E tu che fai? Invece di reagire o di capitolare mangi. E' lunica cosa che ti salva quando stai morendo d'imbarazzo. Ma non puoi ordinare un panino: troppo complicato da mangiare. Le noccioline invece sono troppo piccole.
L'unica sono le patatine: danno soddisfazione, riempiono e creano quel sentimento di condivisione con gli amici, che dà sollievo immediato e ti permette di non incrociare di continuo i suoi occhi.
A ognuno il suo. Del resto Charlie Brown diceva: "il panino al burro di arachidi è l'unico panino che puoi mangiare quando dall'altro lato c'è una ragazzina con i capelli rossi che ti sta fissando."
Il senso
Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri.
(Lev Tolstoj)
Incartarsi
Sono un po' di giorni che mi sento incartata.
E' una strana sensazione, non piacevole, non spiacevole.
E così capita anche con il mio blog.
A volte risponde a volte no.
Mi sembra strano "vedermi" mentre scrivo queste cose,
quindi smetto.
Te

Vorrei avere il tuo odore,
per potermi ubriacare e inebriare di te
Vorrei avere le tue braccia,
per cingermi la vita fino a togliermi il respiro
Vorrei avere le tue mani ,
per accarezzare e fare l'amore come fai,
Vorrei avere il tuo sguardo,
per vederlo nello specchio ogni volta che voglio
Vorrei essere acqua,
per bagnare il tuo sudore
Vorrei essere fuoco,
per placare i tuoi fremiti
Vorrei essere il tuo cuore,
per batterti nel petto
L'egoista
Ieri mattina sono passata alla mia panchina.
Era ancora umida per via della pioggia di venerdì.
Il cappuccino caldo ha fatto subito effetto, dandomi un'immediata sensazione di calore.
Ho dato uno sguardo all'orologio, aperto il libro di Gabriel Garcìa Marquez.
Mi sono guardata un po' intorno. Era presto ed ero l'unica ai giardinetti.
Tempo fa un mio caro amico mi ha definito un'altruista,
ma se è così perchè non divido mai questa panchina con nessuno?
Colazione sul pavimento
Suonano alla porta. Sono Francesca, Sandro e la Vit.
<<E tu che ci fai qui?>>, dico rivolta a quest'ultima.
<<Mi ci hanno trascinata con la forza>>, risponde sorridendo.
Vittoria, o come la chiamo io "la Vit", è così: capace di non farsi viva per mesi e risbucare all'improvviso. E' una di quelle persone che o si odiano o si amano. E' spontanea ed irruenta ed è un'anima vagante, proprio come me. Sarà per questo che io la amo.
Oggi un po' di amici nostri sono andati fuori ma noi, i nottambuli della situazione, abbiamo deciso che dopo la serata appena passata conveniva rilassarsi un po'. Preparo la colazione e Vit mi dà una mano. Distribuisco i cuscinoni sul pavimento e prendo una coperta e un tavolinetto basso. Vit alza le serrande per far entrare un po' di luce. La guardo: sul suo viso non sembra esserci traccia delle sofferenze dell'anno scorso. E' una combattiva lei. La sua "presunta" vita perfetta è andata in frantumi nel giro di pochissimo tempo. Lei si è asciugata le lacrime, ha raccolto i cocci e ha ricominciato.
Mi piace circondarmi di persone così: forti e fragili, tenere e dure, espansive e riservate. Diffido delle persone che si proclamano "profonde" o "solari", forse perchè a me le persone piace scoprirle poco a poco o forse perchè penso che non si è mai solo in un modo o in un altro.
Guardo la "coperta inbandita" e dico: <<Non ci manca niente, mi pare.>>
<<Hai ragione>>, risponde Vit, <<non ci manca proprio niente>> e in quel momento so che non sta parlando della colazione.
Con gli sguardi intrecciati

E'stato bello passeggiare con te
Bello guardarci negli occhi e intrecciare i nostri sguardi
Difficile salutarsi, impossibile dirsi addio.
Abbiamo cercato altrove ma non è servito.
Una giornata passata con lui, non vale un minuto trascorso con te.
Il mio sguardo è tuo e il tuo è nella mia anima.
Le promesse fatte con gli occhi valgono più di mille parole.
Intreccia il mio sguardo come faresti con la mia mano.
Intreccia il mio sguardo come faresti con i miei capelli.
Ecco, ora la mia anima è tua, l'hai incatenata a te.
Ho i tuoi occhi, non mi serve più nulla
Vi auguro ogni Bene
<<Ciao amore>>. Alzo lo sguardo dal libro. e sorrido. Benedetta, per me Bene, ha appena fatto il suo ingresso nel locale. Come al solito, Un paio di ragazzi si sono girati a guardarla e lei, come al solito, non se n'è accorta. E' bella Bene e il fatto che non se ne renda conto la rende ancora più bella. A lei piace chiamarmi "amore", dice che se è vero che anche l'amicizia è una forma d'amore allora il mio nome è quello. Io invece la chiamo Bene, perchè oltre ad essere metà del suo nome, lei è una della cose migliori che mi siano capitate nella vita.
Mi alzo in piedi e l'abbraccio. <<Ti trovo bene>>. Un tempo avrei aggiunto: <<forse un po' troppo magra>>, ma adesso non lo faccio più. Benedetta è bulimica da sette anni, io l'ho scoperto due anni fa. Avevo già notato delle piccole macchie in bagno quando andavo da lei ma non volevo dire nulla finchè non ne avessi avuto le prove, del resto divideva la casa con altre tre persone e se non si fosse trattato di lei si sarebbe offesa a morte. Poi, un giorno, si è dimenticata di chiudere a chiave la porta del bagno e l'ho scoperta.
Non ha negato, non ha urlato, non ha pianto. Lei lo vede come un aspetto del suo carattere, come la testardaggine, il cinismo o la sensibilità. Quando ho provato ad affrontare la cosa con lei ha anche trovato modo di farci del'ironia: << amore se lo vedi come un problema ti consiglio di non usare mai i bagni di Termini, li ho "battezzati"tutti!>>.
Questo accade le rare volte in cui mangia, perchè normalmente "spiluzzica" e non tollera che si facciano battute sul suo peso. L'unico che riusciva a farla mangiare (sempre per i suoi canoni), era Massi. Massimiliano, detto Massi, è l'ex di Bene. Sono andati avanti fra tira e molla per un anno e anche se non l'ammatterà mai, lei era convinta che sarebbero finiti insieme. Quando si sono lasciati lei ha sofferto moltissimo, è andata avanti senza mangiare per un mese. Anche se ora sta meglio e non lo dice è evidente che è ancora innamorata di lui.
Si sono incontrati un mese dopo la rottura. Lei stava mangiando un gelato (primo pasto dopo il "digiuno" da separazione) e lui ha commesso l'errore di dirle: <<sono contento di vedere che mangi, sei magra che fai paura>>. Il tempo di salutarsi e appena girato l'angolo Bene aveva buttato il gelato.
La osservo mentre si "mette comoda" sulla sedia. Per lei sentirsi a proprio agio quando cammina o arriva in un posto è fondamentale. Se potesse andrebbe in giro a piedi nudi e quando si siede la prima cosa che fa è liberarsi da ogni impiccio, testare la comodità della sua sedia e se siamo in un locale, ordinare. Dice che così ascolta meglio chi ha di fronte. Come se mi avesse letto nel pensiero, dopo che il cameriere ha preso le nostre ordinazioni, mi guarda e mi dice: <<eccomi, ora sono tutta tua.>>
Le racconto di Dionigi, di Clara, di tutto quello che non abbiamo vissuto insieme. Lei ogni tanto volge lo sguardo altrove. E' tipico di lei, ma questo non vuol dire che non stia ascoltando,anzi. Bene si ricorda sempre tutto, ha una memoria di ferro e anche quando ti sovrasta di parole in realtà coglie ogni piccolo dettaglio, ogni sguardo, ogni tremolio della fronte, ogni lampo d'incertezza negl'occhi.
Ma questa volta sono io ad osservarla attentamente. La rottura con Massi la deve aver proprio distrutta! Sono mesi che non ci vediamo per via del suo lavoro e ora mi oltre che dimagrita mi sembra più stanca mai. Del resto Bene fa sempre così dopo una rottura: si butta a capofitto sulle cose. Quand'eravamo all'università e ruppe con il suo fidanzato si mise a studiare come se quella fosse la sua unica ragione di vita e riuscì a finire tutti gli esami che le mancavano (e non erano pochi!), nel giro di un anno. Stavolta ha fatto lo stesso con il lavoro ma i suoi superiori, colpiti da tanto zelo, l'hanno sommersa di responsabilità, con il risultato che anche se ora sta meglio e vorrebbe avere più tempo per sè stessa, non riesce ad ottenerlo.
"Oggi però ha qualcosa di diverso", penso mentre la guardo sbriciolare un biscotto metà frolla, metà cioccolato e decido di dirglielo: <<Sai Bene? Oggi sei davvero bella!>>. E lei per una volta, invece di sorridere, scuotere la testa e rispondere <<non è vero!>>. Mi guarda,fa un cenno con la testa e dice:<< Sì, lo so>>. Poi, cosa ancora più strana, invece d'ingoiare, un quarto del biscotto, come fa di solito, lo mangia tutto, pezzetto a pezzetto. Naturalmente non dico nulla per non turbarla, non le chiedo neanche la ragione di tutto quest'entusiamo.
Perchè ho deciso di scrivere di lei? Perchè scrivere di lei è come scrivere di me stessa. Perchè a dispetto dei suoi problemi, delle sue difficoltà e del suo apparente cinismo, Benedetta mi ha regalato tanto affetto, tanto entusiasmo e tanto sostegno morale. Per tutti questi motivi e per la grandezza del suo cuore, ecco che mi sento di dirvi: << Vi auguro ogni Bene>>.
Gli impotenti
"NON POSSO"
hanno detto i tuoi occhi
"NON POSSO"
hanno detto i miei
E ci siamo specchiati per un tempo infinito
Sprofondata in un sogno...

...In un cammino cosparso di luci
...All'interno di "Polvere di Stelle"
...Nella nebulosa della tua voce roca e profonda
...Nel calore del tuo abbraccio.
Ma chi l'ha detto...

...Che nella vita bisogna essere innamorati per essere felici
...Che si dev'essere belli o potenti sennò non si è nessuno
...Che bisogna avere figli per lasciare tracce di sè
...Che se non soffri per ogni cosa sei superficiale e se soffri per tutto sei profondo
...Che l'amore ha bisogno di grandi gesti e un piccolo gesto non è una dimostrazione d'amore
...Che le persone che piangono sono deboli
...Che sognare a occhi aperti è da illusi
...Che a quasi 30 anni non puoi più fare tutte queste cose
Riemergere...
...Dalla profondità di un mistero
Non credevo fosse possibile e invece è capitato a me. Se ripenso a come era tutto diverso un anno fa...
Mi capita spesso in questo periodo: cammino per strada e a un tratto bum!
Il ricordo di dov'ero quel giorno e a quell'ora precisa.
Non so perchè mi capita...Bum!
Mistero...
Anche con Dionigi...L'ho conosciuto quest'anno ma...Bum! Déjà-vu!
Capita, è vero ma a noi è capitato esattamente nello stesso momento e con lo stesso gesto...
Mistero...
Per quanto uno si sforzi la memoria di un uomo resta un fenomeno imprevedile e incontrollabile...
Bum!
Sono stata letteralmente martellata dai ricordi e non mi capita mai.
Mistero...
Se poi ci sono di mezzo i sentimenti il mistero s'infittisce e forse è giusto lasciarlo irrosolto...
Uno sguardo verso il Klondike
Quando ero ragazzina aspettavo la domenica per andare in edicola e comprare topolino.
Zio Paperone non facevo altro che rievocare i tempi in cui cercava pepite nel Klondike. Col tempo sono cresciuta con la convinzione che una pepita fosse una cosa rarissima e che il Klondike fosse una terra lontanissima piena di tesori magnifici.
L'altra sera mi trovavo in metro, per una volta senza "la mia musica" al seguito. Ho l'abitudine di guardare in alto o davanti a me e la gente, vedendo le cuffie, capisce che se guardo loro lo faccio senza pensare.Ciò detto, anche quando parlo con qualcuno mi piace guardarlo dritto negli occhi, perchè ho "l'ingenua convinzione" che così mi dirà la verità.
Comunque, la forze dell'abitudine mi ha spinto a sostenere lo sguardo altrui anche se non avevo niente da dire e nulla da ascoltare. Ho visto migliaia di occhi diventare furtivi e sfuggenti. Non era nelle mie intenzioni essere fonte di disagio per qualcuno. Ma forse il problema non è mio. Forse il problema è che raro trovare negli occhi di qualcuno uno sguardo diretto, raro quanto trovare una pepita nel Klondike.
Echi nel buio
"Non te ne andare"
La porta del bagno
"Non te ne andare"
L'asciugamano che cade per terra
"Non te ne andare"
Il chiavistello della porta
"Non te ne andare"
La porta che si chiude
"Non te ne andare"
Il rumore del silenzio.
"Non te ne andare"
Da togliere il respiro

Quando le giornate sono così belle mi viene voglia di andare al mare.
Il mio Mare...A dire il vero, se potessi c'andrei tutti i giorni. Ho provato a scriverci qualcosa: un racconto, una poesia, un canto...Niente! Ogni volta che ci provo mi blocco: le mani tremano per poi muoversi lentamente sulla tastiera del computer. Arrivata alla fine cancello tutto.
Quello che scrivo su di Lui non mi sembra mai abbastanza buono. Ho anche provato a portarmi il mio taccuino dietro, sperando di venir aiutata dalle sensazioni del momento. Sarà perchè un'onda che s'infrange mi travolge emotivamente, sarà perchè la sensazione di calma piatta mi fa percepire l'infinito, ma davanti all'emozione che provo scompare anche la percezione del mio corpo.
Alcune cose ci commuovono, alcune ci feriscono, altre ci tolgono il fiato, o meglio ci tolgono letteralmente il respiro. E allora mi dico che forse è meglio non parlarne: è per queste che vale la pena vivere.
La commediante vagante
Mezzanotte...
I fumi della città inebriano la mia mente,
Il mio cuore, il mio corpo.
L'odore di piscio sale
Acre fino al cervello.
Cammino, saltellando
Su un equilibrio instabile.
Vago per S. Lorenzo,
Salgo sul notturno,
Incontro la Signora
che si crede una commediante.
E per un attimo,
Io anima vagante,
Mi sento come lei.
La peccatrice

Eccola qua, una bella immagine di "Adamo ed Eva", di Chagall.
Ed eccoci qua, un gruppo di trentenni, belli, forti e in salute. Tutti riuniti nella tavernetta di lei, della peccatrice: Clara. Quasi quarant'anni, un generoso decolté destinato a compensare la mancanza di avvenenza fisica e degli occhi blu grandi e profondi, Clara ama autodefinirsi così: una peccatrice.
Ama circondarsi di persone, amici, fare da mecenate ai giovani. Ama i dolcetti della fortuna, che si fa arrivare personalmente da una ditta che rifornisce i ristoranti cinesi della zona e che a casa sua non mancano mai. Ama il buon vino e la buona compagnia.
Ama parlare di me come la nomade, l'anima errabonda che non trova pace in questo mondo perchè sta espiando colpe di una vita passata. Una peccatrice come lei in sostanza, solo che provienente da un'altra dimensione.
L'altra sera però sono quasi sicura che la definizione di peccatrice non si adattasse a nessuna di noi due. E' successo quando gli occhi gialli di Dionigi hanno incrociato quelli verdi di una nuova arrivata. Il senso di fastidio è stato immediato. Nonostante la bella sconosciuta avesse notato che lui era in compagnia e nonostante fosse in compagnia lei stessa, non ha potuto fare a meno di sorridere e ammiccare.
Clara mi ha tranquillizzato al riguardo, rassicurandomi più volte sulla virtù e sull'onestà di quella giovane bellezza con tanto di anello al dito. Ma per me ormai era fatta: avevo notato quell'ammiccamento, quell'intesa di sguardi che c'è tra due persone che si piacciono e la fatidica morsa allo stomaco era immancabilmente arrivata. Così, mentre uscivo fuori a fumare lasciando Dionigi alle chiacchere dei nostri amici, non ho potuto fare a meno di chiedermi: "non è forse vero che a questo modo siamo tutti peccatori?"
Questione di sedute
E' strano come a volte degli oggetti banali o insignificanti possano entrare a far parte delle nostre vite. Strano come degli oggetti che detestiamo o ci sono addirittura indifferenti possano assumere un’importanza fondamentale. Ci stavo riflettendo proprio oggi, mentre, tanto per cambiare, bevevo il mio solito cappuccino seduta su una panchina. D’un tratto mi è venuto in mente che consumo tutti i miei pasti in questo modo: seduta su una panchina, oppure su uno sgabello… Sì, anche lo sgabello va per la maggiore con me. Ceno sempre alla solita tavola calda, appollaiata su di un trespolo di (finto) legno girevole. Che cosa c’è di strano? Fin qui niente, se non fosse…Se non fosse che, be’ diciamocelo, non si tratta di due sedute particolarmente comode, anzi…Non sto mica parlando di un divano e una poltrona! Eppure la mia fusione con questi due oggetti apparentemente banali e funzionali è divenuta completa e là dove non sono protagonisti sono comunque spettatori. E’ stato davanti a una panchina, la sera del capodanno del 2000 che il mio ragazzo mi ha chiesto di andare a vivere con lui. Stando seduta su uno sgabello ho conosciuto un ragazzo carino col quale ho diviso un pomeriggio. La mia prima poesia l’ho scritta all’ombra di una panchina e da allora non mi sono più fermata. Questi due oggetti, hanno smesso di essere due semplici oggetti e ora, ogni volta che li guardo, non riesco a non pensare a quali sorprese mi riserveranno. E così, ho scoperto che a volte non è solo una questione di sedute.
L'attesa
A sud, a nord, a oriente
E occidente.
Nei giorni di lavoro e in quelli
Di festa.
Nelle sfere celestiali e
Nei gironi infernali,
Io attenderò te amore mio.
Garantisco che ci saranno
Brutti momenti
Garantisco che ti porterò
In paradiso
Io attenderò te amore mio
Ti amerò, ti odierò
E farò l’amore
Con te.
Oggi, domani e sempre
Io attenderò te amore mio






Ultimi commenti